Anna Maria Enselmi da Dilmos al Palazzo Luce di Lecce

La storia di Anna Maria Enselmi è una storia di ricerca di armonia ed equilibrio. Tutto parte da Brera, salotto elegante della città, dove ha sede la sua Accademia. Qui dove ogni movimento tende all’armonia tra il corpo e lo spirito, nel cuore di Milano, Anna Maria incontra Dilmos e Luisella Valtorta. La sua passione per il design trova così il luogo ideale dove poter maturare definitivamente.

Anna Maria conosce a acquista oggetti avanguardistici, frutto di creazioni d’artista destinate a segnare il mondo dell’arte e del design.

Scegliere un oggetto di design non è fare un acquisto come tutti gli altri, a obsolescenza programmata, ma è molto di più: è instaurare un legame invisibile e potente con chi l’ha prima pensato e poi realizzato. È prendere con sé un punto di vista dell’artista e trasferirlo nella propria vita. Scegliere un oggetto è un atto estetico, etico e sociale: è studio, gusto, intuito ed empatia. È puntare una luce e decidere di ascoltare una storia. Ci sono storie che iniziano perché predestinate o perché guidate dall’intuito. Semplicemente, sono destinate ad essere, come quella tra Dilmos e Anna Maria Anselmi. Tempo ne è passato da quel primo incontro, negli anni ‘90, da quella prima “Carlton”acquistata con un finanziamento.

Palazzo Luce a Lecce: dove collezionismo ed esperienza culturale si uniscono

Oggi Anna Maria è una stimata collezionista che sta per lanciare un progetto davvero entusiasmante. L’Antico Palazzo dei Conti, edificio trecentesco e residenza di Maria D’Enghien che in seconde nozze divenne regina di Napoli, sarà Palazzo Luce e illuminerà il centro storico di Lecce, città che conserva intatta tutta la sua anima barocca, svelata e al tempo stesso nascosta.

Con una superficie interna di 1500 metri quadrati più uno spazio esterno da 660, ospiterà un hotel con 7 suite arredate con interventi site specific. Non un semplice soggiorno ma una vera e propria esperienza culturale, un viaggio che si intreccia con la storia della città, le suggestioni che dona e la storia personale di Anna Maria. Le suite saranno infatti arredate con pezzi della sua collezione privata e arricchite dalla collaborazione di artisti come David Tremlett, noto per le sue forme ispirate all’architettura e alla luce e a Martino Gamper che ha progettato gli ambienti del bar realizzando un mobile bancone ispirato a Gio Ponti.

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